Interfacciamento sorgente digitale/dsp

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fedelectric
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Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#1

Messaggio da fedelectric »

Ciao a tutti, sto per finire l'installazione dell' impianto nella mia macchina e stavo iniziando a prendere informazioni sulla regolazione dei gain degli amplificatori, dove fortunatamente ho trovato molte informazioni complete per poter procedere con oscilloscopio analogico.
Ciò che invece non mi è chiaro è come agire in ingresso sul dsp (mosconi 8to12 con software ancora a schede non l'ultima versione con la grafica migliorata). Ho in ingresso un segnale digitale proveniente da un lettore portatile fiio x2 seconda generazione. Volevo sapere innanzitutto se, come gli ingressi analogici, bisogna livellare il gain di ingresso digitale che sul mosconi è in percentuale (0÷200%) per adattare il segnale in modo che non vada in clipping. Nel caso fosse così come si fa??
Poi visto che devo ridurre la tensione massima in uscita sugli rca del dsp a 3 volt che è la sensibilità degli ampli, non mi è chiaro anche se il valore in volt sulle uscite devo ridurlo agendo sui decibel delle uscite delle singole vie oppure appunto agire sul mixer di ingresso digitale. Spero di essere stato chiaro, non so se gli gli altri dsp hanno un sistema simile o no. Intanto grazie mille,🙂🙂 Federico
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dodrive
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#2

Messaggio da dodrive »

Gli ingressi digitali non hanno regolazione di sensibilità come quelli analogici, tranquillo.
Per evitare di far clippare gli ingressi degli ampli devi abbassare il livello di uscita, e lo farei tramite il mixer, così puoi comunque usare tutto il volume dal controllo del volume master. Lo 8to12 Aerospace esce ad 8V pieni con traccia a 0dB e tutto in flat, misurato sul mio con oscilloscopio. Dovendo rimanere entro i 3V, sempre che tu non voglia modificare la sensibilità di ingresso degli ampli (che sarebbe la cosa migliore), basterà impostare la uscite sul mixer ad un valore intorno a 40-50 (anzichè i 100 di default). L'ingresso lascialo a 100. Sinceramente non saprei se, a livello di segnale, sia uguale ad abbassare il gain in uscita dei singoli canali (ossia attenuarli di 3-4 dB). Elettricamente penso che siano equivalenti come soluzione.
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#3

Messaggio da fedelectric »

Ciao dodrive grazie per l'intervento, la scala del mixer segnale digitale nel mio software in ingresso va da zero a 200 %.
Le uscite invece sono in decibel e si trovano nella scheda livelli sezione uscite appunto.. nel mixer dovrebbero esserci solo gli ingressi, ritardi ingressi e eq ingressi. Confermi che bisogna agire sui db sezione uscite?? Grazie mille ciao
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#4

Messaggio da dodrive »

fedelectric ha scritto: 2 apr 2024, 14:40 Ciao dodrive grazie per l'intervento, la scala del mixer segnale digitale nel mio software in ingresso va da zero a 200 %.
Le uscite invece sono in decibel e si trovano nella scheda livelli sezione uscite appunto.. nel mixer dovrebbero esserci solo gli ingressi, ritardi ingressi e eq ingressi. Confermi che bisogna agire sui db sezione uscite?? Grazie mille ciao
Ho il tuo stesso DSP.
In realtà nel mixer la scala va da -200 a +200.
Scarica l'ultima versione fai l'aggiornamento.
Non penso che cambi nulla dove fai la modifica. Tieni conto che -3dB corrisponde ad un segnale dimezzato (in termini di livello). ;)
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#5

Messaggio da fedelectric »

Ok, farò la prova... Per il software sinceramente può sembrare strano ma io mi trovo meglio con il vecchio, la nuova grafica è bella ma per come faccio la taratura io mi viene più veloce fare le prove ad orecchio soprattutto sui filtri..
Grazie intanto appena faccio il lavoro di regolazione metterò aggiornamenti..ciiao
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#6

Messaggio da Etabeta »

dodrive ha scritto: 2 apr 2024, 15:51 Tieni conto che -3dB corrisponde ad un segnale dimezzato (in termini di livello). ;)
Occhio, -3dB equivale a dimezzamento in termini di potenza (tenendo presente che la potenza è relativa al quadrato del livello di segnale applicato), nel caso invece ci si riferisca a rapporti di livello di ampiezza di segnale (come nel caso appunto di livelli di uscita di un dsp o di una sorgente di segnale in generale) il dimezzamento equivale a -6dB.
Più semplicemente il rapporto tra due segnali V1 e V2 espresso in dB è pari a 20xlog(V1/V2) dove log è il logaritmo in base 10.
Es.: se V1 è pari a 5 e V2 è pari a 10 il rapporto espresso in dB è 20xlog(5/10)=-6dB

Nel caso di sorgenti digitali, quindi anche nel caso di dsp, per convenzione lo zero dB equivale, in uscita (quindi relativamente al segnale convertito infine in analogico) al livello nominale (che è il livello massimo di uscita).
Ad esempio un dsp che, da specifiche, livello nominale di uscita pari a 4Vrms (quindi a 0dB nella scale digitale, più precisamente dBfs dove fs sta per "full scale") se imposto nella configurazione del dsp attenuazione di 6dB allora in uscita, a parità di segnale in generato nel dominio digitale 0dBfs avrò segnale di ampiezza efficace (i valori sono convenzionalmente espressi in Vrms) di 2Vrms (rispetto ai 4Vrms ottenuti con attenuazione zero).
Occhio, in ogni caso, ad evitare il clipping, specie nel dominio digitale (dove la distorsione schizza immediatamente alle stelle) specie se il controllo di livello delle uscite ha la possibilità di, oltre che attenuare, anche di applicare guadagno (ma ciò vale per tutti i controlli, anche di equalizzazione).
La regola ferrea è: mai e poi mai superare lo zero dB digitale (0 dBfs), per il semplice fatto che il segnale viene "segato" brutalmente non essendo possibile superare il "muro" dato dal limite di ciò che può essere convertito poi dai convertitori D/A (banalizzando: è come voler contare a 11 usando 10 dita...).
Per questo motivo tutti i dsp "seri" prevedono dei controlli visivi che evidenziano il clipping e, ancor meglio, il livello di margine rispetto allo 0dBfs, relativamente ad ogni uscita.
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#7

Messaggio da dodrive »

Etabeta ha scritto: 2 apr 2024, 19:11
dodrive ha scritto: 2 apr 2024, 15:51 Tieni conto che -3dB corrisponde ad un segnale dimezzato (in termini di livello). ;)
Occhio, -3dB equivale a dimezzamento in termini di potenza (tenendo presente che la potenza è relativa al quadrato del livello di segnale applicato), nel caso invece ci si riferisca a rapporti di livello di ampiezza di segnale (come nel caso appunto di livelli di uscita di un dsp o di una sorgente di segnale in generale) il dimezzamento equivale a -6dB.
Più semplicemente il rapporto tra due segnali V1 e V2 espresso in dB è pari a 20xlog(V1/V2) dove log è il logaritmo in base 10.
Es.: se V1 è pari a 5 e V2 è pari a 10 il rapporto espresso in dB è 20xlog(5/10)=-6dB

Nel caso di sorgenti digitali, quindi anche nel caso di dsp, per convenzione lo zero dB equivale, in uscita (quindi relativamente al segnale convertito infine in analogico) al livello nominale (che è il livello massimo di uscita).
Ad esempio un dsp che, da specifiche, livello nominale di uscita pari a 4Vrms (quindi a 0dB nella scale digitale, più precisamente dBfs dove fs sta per "full scale") se imposto nella configurazione del dsp attenuazione di 6dB allora in uscita, a parità di segnale in generato nel dominio digitale 0dBfs avrò segnale di ampiezza efficace (i valori sono convenzionalmente espressi in Vrms) di 2Vrms (rispetto ai 4Vrms ottenuti con attenuazione zero).
Occhio, in ogni caso, ad evitare il clipping, specie nel dominio digitale (dove la distorsione schizza immediatamente alle stelle) specie se il controllo di livello delle uscite ha la possibilità di, oltre che attenuare, anche di applicare guadagno (ma ciò vale per tutti i controlli, anche di equalizzazione).
La regola ferrea è: mai e poi mai superare lo zero dB digitale (0 dBfs), per il semplice fatto che il segnale viene "segato" brutalmente non essendo possibile superare il "muro" dato dal limite di ciò che può essere convertito poi dai convertitori D/A (banalizzando: è come voler contare a 11 usando 10 dita...).
Per questo motivo tutti i dsp "seri" prevedono dei controlli visivi che evidenziano il clipping e, ancor meglio, il livello di margine rispetto allo 0dBfs, relativamente ad ogni uscita.
Grazie per la puntualizzazione Luca!
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#8

Messaggio da fedelectric »

Grazie Etabeta, sono alle prime armi con queste misure, ho preso comunque spunto dai tuoi vecchi thread che sono molto esaurienti. Il massimo sarebbe modificare la sensibilità di ingresso degli amplificatori.. purtroppo non trovo nessun service in rete. Sono degli amplificatori con base alimentazione e finali in chassis separati marantz 750a.
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#9

Messaggio da Etabeta »

fedelectric ha scritto: 3 apr 2024, 12:45 Grazie Etabeta, sono alle prime armi con queste misure, ho preso comunque spunto dai tuoi vecchi thread che sono molto esaurienti. Il massimo sarebbe modificare la sensibilità di ingresso degli amplificatori.. purtroppo non trovo nessun service in rete. Sono degli amplificatori con base alimentazione e finali in chassis separati marantz 750a.
In effetti sono oggetti piuttosto rari e dei quali pare non sia reperibile documentazione, in questi casi la via da seguire è necessariamente "studiarsi" gli oggetti e quindi ricavarsi lo schema per poi definire l'approccio migliore per modificare la sensibilità/guadagno (oltre a una "revisione generale" vista l'età degli oggetti).
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#10

Messaggio da fedelectric »

Magari lo farò non appena sarò sicuro al 100 % della potenzialità dell'impianto. non posto le foto interne altrimenti vado fuori discussione. Al momento sto finendo l'impianto così com'è per poter partecipare al Perry raduno 😀
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#11

Messaggio da ozama »

Bene!
Allora ci vediamo la! :D
Sorgente: Pioneer DEH X8500 DAB modificata con sovra campionatore 24/48 ed uscita SPDIF ottica sotto controllo volume da Etabeta.
- DSP Helix DSP3s
- Amplificatore 6 canali Audison AF M6d:
2 canali su woofers Audio Development W60
2 canali su full range 2 pollici Audible Physics 220 CP
2 canali in bridge su sub Sonus by Nostromo & rs250v, in cassa chiusa.
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#12

Messaggio da fedelectric »

Benissimo 💪
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#13

Messaggio da fedelectric »

Ciao a tutti, oggi purtroppo ho combinato un disastro 🫣😅. O meglio non ho capito bene cosa sia successo. Ho iniziato con l a regolazione dei gain del mio sistema di amplificazione proline 750 (marantz 750a)che è composto da due alimentatori +32/0/-32v e 3 finali per lato sx e 3 per il lato dx sul mio 3 vie. Attrezzato di tester oscilloscopio e tracce 0db di 50/200/1k/8khz. Premetto che avevo già tarato ad orecchio anche se non definitivamente per quanto riguarda tagli, livelli, ritardi. Ho quindi innanzitutto iniziato scollegando tutte le uscite del dsp e disalimentando i finali. Messo solo un rca su un canale tra l'altro non utilizzato e messo in full da default sul dsp. Mettendo le tracce e misurando in uscita con il tester ho ottenuto rispettivamente 3V con ingresso digitale all80%, 3,4V al 90%. I miei ampli hanno una sensibilità dichiarata sui 3volt. Dopo ho misurato il canale processato del woofer con solo taglio e ritardi senza attenuazioni e la tensione era molto più bassa, non ricordo esattamente, ma per arrivare ai 3 volt ho dovuto tirare su l'ingresso digitale sui 180%.
Allora ho collegato l'oscilloscopio per vedere l'onda. Con gain del finale al minimo l onda era ok, iniziava a segarsi circa a metà corsa. Tutto ok. Nei vari passaggi ho tolto lo spinotto di alimentazione di 32volt dal finale e l'ho riattaccato sempre senza carico, solo con oscilloscopio attaccato. Sento che i condensatori del finale si caricano bruscamente come quando si collega l'amplificatore scarico la prima volta e non si accende mentre gli altri due si.ad un tratto sento che si parte l'alimentatore dell'auto, guardo l'assorbimento per fortuna ho un display nell'abitacolo, ed altissimo! 20 ampere senza altoparlanti, nel giro di niente sento odore di bruciato e l'alimentatore dell'amplificatore che fuma. Ho tagliato il positivo dell ampli dal panico anche perché non avevo altri soluzioni.
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#14

Messaggio da fedelectric »

ImmagineAd occhio il toroidale e la scheda sembrano apposto. Si saranno bruciati dei transistor e chissà anche i condensatori. Penso che abbia visto l'uscita in corto circuito, non sono un elettronico ma ipotizzo. Adesso sono senza schema e ho tempo contato per il raduno 🫣
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Alimentatore proline che può pilotare 5 finali
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#15

Messaggio da Etabeta »

fedelectric ha scritto: 14 apr 2024, 21:40 Ciao a tutti, oggi purtroppo ho combinato un disastro 🫣😅. O meglio non ho capito bene cosa sia successo. Ho iniziato con l a regolazione dei gain del mio sistema di amplificazione proline 750 (marantz 750a)che è composto da due alimentatori +32/0/-32v e 3 finali per lato sx e 3 per il lato dx sul mio 3 vie. Attrezzato di tester oscilloscopio e tracce 0db di 50/200/1k/8khz. Premetto che avevo già tarato ad orecchio anche se non definitivamente per quanto riguarda tagli, livelli, ritardi. Ho quindi innanzitutto iniziato scollegando tutte le uscite del dsp e disalimentando i finali. Messo solo un rca su un canale tra l'altro non utilizzato e messo in full da default sul dsp. Mettendo le tracce e misurando in uscita con il tester ho ottenuto rispettivamente 3V con ingresso digitale all80%, 3,4V al 90%. I miei ampli hanno una sensibilità dichiarata sui 3volt. Dopo ho misurato il canale processato del woofer con solo taglio e ritardi senza attenuazioni e la tensione era molto più bassa, non ricordo esattamente, ma per arrivare ai 3 volt ho dovuto tirare su l'ingresso digitale sui 180%.
Allora ho collegato l'oscilloscopio per vedere l'onda. Con gain del finale al minimo l onda era ok, iniziava a segarsi circa a metà corsa. Tutto ok. Nei vari passaggi ho tolto lo spinotto di alimentazione di 32volt dal finale e l'ho riattaccato sempre senza carico, solo con oscilloscopio attaccato. Sento che i condensatori del finale si caricano bruscamente come quando si collega l'amplificatore scarico la prima volta e non si accende mentre gli altri due si.ad un tratto sento che si parte l'alimentatore dell'auto, guardo l'assorbimento per fortuna ho un display nell'abitacolo, ed altissimo! 20 ampere senza altoparlanti, nel giro di niente sento odore di bruciato e l'alimentatore dell'amplificatore che fuma. Ho tagliato il positivo dell ampli dal panico anche perché non avevo altri soluzioni.
Penso ci sia un pò di confusione...
Se utilizzi un dsp con sorgente connessa per via digitale non è di per sì né utile né necessario misurare il livello delle uscite analogiche del dsp (se invece utilizzassi gli ingressi analogici sarebbe semmai necessario tarare la sensibilità di ingresso del dsp) in quanto è già noto il livello di uscita, ciò da specifiche: il Mosconi 8to12 (che se ho ben capito è il tuo dsp) ha livello nominale di uscita 8V, ovvero a 0dBfs corrispondono appunto 8Vrms sulla rispettiva uscita (non occorre e non serve "confutare" questo dato.
Semmai, invece, partendo dal dato noto (appunto gli 8Vrms a 0dBfs) ed essendo altresì noto il livello di sensibilità minimo del/degli amplificatore/i (3V) è presto fatto il calcolo del livello massimo che non dovrebbe essere superato (ovvero l'attenuazione da impostare sui canali in uscita): 20log(3/8)= -8.5dB
Cioè, in casi come questi dove sussiste chiaramente il limite dato dalla sensibilità minima dell'amplificatore che è inferiore al livello di uscita nominale della sorgente (ovvero del dsp in questo caso) la questione della taratura della sensibilità (dall'amplificatore) proprio non si pone (a meno di prendere in considerazione una modifica interna), ovviamente la si regola al minimo e si fanno le dovute considerazioni riguardo l'attenuazione da apportare sul livello di uscita del dsp (che è già noto, o al più, se proprio non ci si fida delle specifiche, lo si misura).

NOTE ulteriori:
Come più volte ribadito sul forum (a partire dal thread "madre" riguardo la procedura e i metodi di taratura della sensibilità di ingresso degli amplificatori (viewtopic.php?t=13215) effettuando misure con multimetro occorre tenere in considerazione quanto segue: (vedi qui: viewtopic.php?p=302459#p302459 non sto a riscriverlo, è un post di poche ore fa)
In ogni caso le misure di livello vanno effettuate con dsp in flat (crox ed eq disattivati), diversamente è ovvio che, oltre ad eventuali errori di lettura (dovuti al limite del multimetro) il valore può variare anche notevolmente a seconda della frequenza del segnale applicato in ingresso (ma si esula completamente dal concetto di taratura della sensibilità, che ovviamente non può avere come riferimento un segnale centrato proprio dove agisce una banda di equalizzata o filtrata).
Riguardo gli ampli Marantz mi pare un po anomala la procedura seguita, cioè l'accensione dovrebbe sempre essere comandata non dando "brutalmente" tensione cioè staccando e attaccando l'alimentatore dai finali che, se ho ben capito, è cosa hai fatto) ma tramite il comando remote che prevede, come in tutti gli amplificatori, l'avvio "soft" onde evitare il picco di corrente di carica verso i condensatori negli amplificatori (che già di per se, vista l'età non posso essere molto "ginnici" per così dire..).
Così a naso, basandomi sulla casistica, presumo sia andato in fumo almeno uno dei transistor che pilotano il primario del trasformatore di alimentazione (ti sconsiglio di insistere ridando alimentazione, si rischia di cuocere l'avvolgimento primario del trasformatore o le piste del pcb).
Dalla foto che hai postato si nota che il primario del trasformatore ha il centrale connesso al positivo e i due capi pilotati da 3+3 transistor che quindi commutano verso massa (classica configurazione).
In basso ci sono i 4 diodi (to220) del ponte raddrizzatore, i due condensatori di colore nero sono di bypass sull'ingresso alimentazione e gli altri 5+5 sono relativi ai due rami alimentazione a valle, il tutto è governato dal pwm controller uPC494 e dalla presenza dei trimmer si deduce che l'alimentazione è di tipo stabilizzata e regolata.
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#16

Messaggio da dodrive »

Avendo misurato le uscite del mio DSP Mosconi 8to12 Aerospace (con oscilloscopio) confermo che il dato di targa di 8V è assolutamente corretto ed attendibile.
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#17

Messaggio da Etabeta »

dodrive ha scritto: 15 apr 2024, 10:40 Avendo misurato le uscite del mio DSP Mosconi 8to12 Aerospace (con oscilloscopio) confermo che il dato di targa di 8V è assolutamente corretto ed attendibile.
Infatti, su questo non c'è motivo di avere dubbi, il livello di uscita nominali dei dsp di costruttori "seri" come Mosconi, Audison, Audiotec Fischer (e non solo) dichiarati nelle specifiche sono veritieri, motivo per il quale non è necessario (ed è anche "pericoloso" se non effettuato nel modo corretto) dover effettuare misure in tal senso.
Come ho scritto prima, in questa situazione poi non apporta alcuna informazione utile effettuare misure di riscontro sui livelli di uscita degli amplificatori, men che meno cercare di vedere "fin dove si possono spingere prima che vadano in clipping" attività che sconsiglio in tutti i casi (non ho idea se era quello il tuo intento).
Molto semplicemente: sensibilità/gain su tutti questi ampli Marantz da regolare, necessariamente (per ovvi motivi) al minimo (ovvero 3V, quello è il dato di sensibilità minima se non erro) e quindi (semplice calcolo che ho descritto nel post precedente) attenuazione da impostare sulle uscite del dsp. Fine.
Chiaramente poi tutte le successive regolazioni e tarature saranno poi da gestire tramite dsp.
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#18

Messaggio da fedelectric »

Etabeta ha scritto: 14 apr 2024, 22:09
fedelectric ha scritto: 14 apr 2024, 21:40 Ciao a tutti, oggi purtroppo ho combinato un disastro 🫣😅. O meglio non ho capito bene cosa sia successo. Ho iniziato con l a regolazione dei gain del mio sistema di amplificazione proline 750 (marantz 750a)che è composto da due alimentatori +32/0/-32v e 3 finali per lato sx e 3 per il lato dx sul mio 3 vie. Attrezzato di tester oscilloscopio e tracce 0db di 50/200/1k/8khz. Premetto che avevo già tarato ad orecchio anche se non definitivamente per quanto riguarda tagli, livelli, ritardi. Ho quindi innanzitutto iniziato scollegando tutte le uscite del dsp e disalimentando i finali. Messo solo un rca su un canale tra l'altro non utilizzato e messo in full da default sul dsp. Mettendo le tracce e misurando in uscita con il tester ho ottenuto rispettivamente 3V con ingresso digitale all80%, 3,4V al 90%. I miei ampli hanno una sensibilità dichiarata sui 3volt. Dopo ho misurato il canale processato del woofer con solo taglio e ritardi senza attenuazioni e la tensione era molto più bassa, non ricordo esattamente, ma per arrivare ai 3 volt ho dovuto tirare su l'ingresso digitale sui 180%.
Allora ho collegato l'oscilloscopio per vedere l'onda. Con gain del finale al minimo l onda era ok, iniziava a segarsi circa a metà corsa. Tutto ok. Nei vari passaggi ho tolto lo spinotto di alimentazione di 32volt dal finale e l'ho riattaccato sempre senza carico, solo con oscilloscopio attaccato. Sento che i condensatori del finale si caricano bruscamente come quando si collega l'amplificatore scarico la prima volta e non si accende mentre gli altri due si.ad un tratto sento che si parte l'alimentatore dell'auto, guardo l'assorbimento per fortuna ho un display nell'abitacolo, ed altissimo! 20 ampere senza altoparlanti, nel giro di niente sento odore di bruciato e l'alimentatore dell'amplificatore che fuma. Ho tagliato il positivo dell ampli dal panico anche perché non avevo altri soluzioni.
Penso ci sia un pò di confusione...
Se utilizzi un dsp con sorgente connessa per via digitale non è di per sì né utile né necessario misurare il livello delle uscite analogiche del dsp (se invece utilizzassi gli ingressi analogici sarebbe semmai necessario tarare la sensibilità di ingresso del dsp) in quanto è già noto il livello di uscita, ciò da specifiche: il Mosconi 8to12 (che se ho ben capito è il tuo dsp) ha livello nominale di uscita 8V, ovvero a 0dBfs corrispondono appunto 8Vrms sulla rispettiva uscita (non occorre e non serve "confutare" questo dato.
Semmai, invece, partendo dal dato noto (appunto gli 8Vrms a 0dBfs) ed essendo altresì noto il livello di sensibilità minimo del/degli amplificatore/i (3V) è presto fatto il calcolo del livello massimo che non dovrebbe essere superato (ovvero l'attenuazione da impostare sui canali in uscita): 20log(3/8)= -8.5dB
Cioè, in casi come questi dove sussiste chiaramente il limite dato dalla sensibilità minima dell'amplificatore che è inferiore al livello di uscita nominale della sorgente (ovvero del dsp in questo caso) la questione della taratura della sensibilità (dall'amplificatore) proprio non si pone (a meno di prendere in considerazione una modifica interna), ovviamente la si regola al minimo e si fanno le dovute considerazioni riguardo l'attenuazione da apportare sul livello di uscita del dsp (che è già noto, o al più, se proprio non ci si fida delle specifiche, lo si misura).

NOTE ulteriori:
Come più volte ribadito sul forum (a partire dal thread "madre" riguardo la procedura e i metodi di taratura della sensibilità di ingresso degli amplificatori (viewtopic.php?t=13215) effettuando misure con multimetro occorre tenere in considerazione quanto segue: (vedi qui: viewtopic.php?p=302459#p302459 non sto a riscriverlo, è un post di poche ore fa)
In ogni caso le misure di livello vanno effettuate con dsp in flat (crox ed eq disattivati), diversamente è ovvio che, oltre ad eventuali errori di lettura (dovuti al limite del multimetro) il valore può variare anche notevolmente a seconda della frequenza del segnale applicato in ingresso (ma si esula completamente dal concetto di taratura della sensibilità, che ovviamente non può avere come riferimento un segnale centrato proprio dove agisce una banda di equalizzata o filtrata).
Riguardo gli ampli Marantz mi pare un po anomala la procedura seguita, cioè l'accensione dovrebbe sempre essere comandata non dando "brutalmente" tensione cioè staccando e attaccando l'alimentatore dai finali che, se ho ben capito, è cosa hai fatto) ma tramite il comando remote che prevede, come in tutti gli amplificatori, l'avvio "soft" onde evitare il picco di corrente di carica verso i condensatori negli amplificatori (che già di per se, vista l'età non posso essere molto "ginnici" per così dire..).
Così a naso, basandomi sulla casistica, presumo sia andato in fumo almeno uno dei transistor che pilotano il primario del trasformatore di alimentazione (ti sconsiglio di insistere ridando alimentazione, si rischia di cuocere l'avvolgimento primario del trasformatore o le piste del pcb).
Dalla foto che hai postato si nota che il primario del trasformatore ha il centrale connesso al positivo e i due capi pilotati da 3+3 transistor che quindi commutano verso massa (classica configurazione).
In basso ci sono i 4 diodi (to220) del ponte raddrizzatore, i due condensatori di colore nero sono di bypass sull'ingresso alimentazione e gli altri 5+5 sono relativi ai due rami alimentazione a valle, il tutto è governato dal pwm controller uPC494 e dalla presenza dei trimmer si deduce che l'alimentazione è di tipo stabilizzata e regolata.
Allora, la tensione in uscita dal dsp l'ho misurata solo con il tester per sapere a quale percentuale dell' ingresso corrisponde un uscita sui 3 volt. Questa prova ripetuta con i segnali a 50/200/1khz sono stati veritieri. Non per vederne il clipping o altro, solo per mia verifica, essendo che sono neofita in queste prove.
Riguardo al brusco collegamento dell' alimentatore, non mi sono spiegato bene io. L'alimentatore era stabilmente collegato e acceso. Ho solo collegato la sua uscita +-32V da acceso al finale. Quest'ultimo è come se si fosse caricato di botto. Dopo tutto ciò ho provato a tirare al massimo l'uscita del dsp ma con i filtri inseriti per raggiungere il clipping del finale e da li in poi se è bruciato l'alimentatore.. quindi non so se si è bruciato prima il finale e ha fatto saltare l'alimentatore oppure la prova a dare una tensione alta in ingresso all' rca del finale lo abbia mandato in crisi..
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#19

Messaggio da Etabeta »

fedelectric ha scritto: 15 apr 2024, 12:50 Ho solo collegato la sua uscita +-32V da acceso al finale. Quest'ultimo è come se si fosse caricato di botto..
In effetti è proprio ciò che ha esercitato la "mazzata" fatale all'alimentatore, come ho scritto prima è sempre da evitare il dare alimentazione "violentemente", nel caso specifico i condensatori dell'amplificatore erano completamente scarichi e ciò che causato un picco di corrente (come è normale e fisiologico che sia) che è stato evidentemente "fatale" (tenendo anche presente che lo stato certamente precario dei condensatori dell'alimentatore non ha certo aiutato ad "attutire il colpo").
In generale, nel caso specifico di questi Marantz, la procedura corretta (e non "traumatica") di accensione prevede sempre il partire dallo stato in cui il sistema (ovvero l'alimentatore) è spento, e gli amplificatori sono collegati all'alimentatore, quindi la successiva fase di accensione deve avvenire (per l'accoppiata alimentatore+ampli) sempre tramite il remote dell'alimentatore (e quindi con tensione di avvio "graduale", tale da ridurre il picco di corrente erogato dall'alimentatore e assorbito dagli amplificatori)

Quindi, detto in una frase: MAI dare alimentazione a questi amplificatori Marantz connettendoli direttamente alle uscite dell'alimentatore già attivo.

Un''ulteriore considerazione, importante, riguarda lo stato dei condensatori elettrolitici: mi riferisco al fatto che questi Marantz, come mi hai scritto via email, sono a tutti gli effetti oggetti nuovi e mai utilizzati, da un lato ciò è una fortuna (sono oggetti rari e "intonsi") ma va tenuto presente che, inevitabilmente, tutti i condensatori elettrolitici (qui riassumo per brevità) sono soggetti ad un fenomeno chimico (se non sottoposti a tensione, quindi appunto non utilizzati) tale per cui il sottile strato di ossido di alluminio sulle armature (il dielettrico) si dissolve nel tempo fino a portare a correnti di perdita sempre più elevate (il condensatore conduce corrente continua, cosa che naturalmente non dovrebbe essere). Tale fenomeno, nel normale ciclo di utilizzo (carica/scarica) si compensa e non costituisce un problema fintanto che lo strato di dielettrico è in parte presente e si rigenera, oltre un certo punto però diventa irreversibile e il condensatore è da sostituire (nei casi "intermedi" si può tentare il recupero con il "reforming" ma il gioco non vale la candela).
I produttori di condensatori elettrolitici specificano quella che nei data sheet è la "shelf life" (letteralmente: il tempo di vita utile a scaffale) tipicamente 3~5 anni, in realtà ciò è molto conservativo ma, in questo caso, dove gli anni sono 30 e più, di certo si può dire che il "destino" dei condensatori elettrolitici (tutti) in questi Marantz "new old stock" è "compiuto" nel senso che di certo non sono più da ritenere né affidabili né tantomeno entro le specifiche originarie.
Questo per sfatare il mito tale per cui un condensatore è "sano" fintanto che non è "gonfio" oppure perde vistosamente elettrolita.
Anzi, non è raro imbattersi in un amplificatore che suona in modo "pietoso" proprio a causa di un singolo, piccolo (100μF o anche meno) "insignificante" condensatore elettrolitico (in perdita) nella rete di feedback e questo, pure, sfata il mito tale per cui "solo i condensatori di grande capacità, sulle alimentazioni vanno sostituiti".

A tal proposito (mi riferisco ai condensatori elettrolitici), e non è la prima volta che lo scrivo sul forum, metto in guardia dai "furbacchioni" che vengono su ebay e altrove, a prezzi osceni, vecchi stock "new old stock" di condensatori "blasonati" dei tempi che furono (come i Rubycon "black gate", fuori produzione da decine di anni...) ecco, non ha davvero nessun senso, ed è anzi controproducente, andare alla ricerca di tali "cimeli" (se non proprio, semmai, per collezionismo statico...).
Un condensatore elettrolitico rimasto chiuso in un cassetto per 20 o più anni sarebbe bene evitare proprio di utilizzarlo, o al più (se proprio si ha tempo a disposizione e si desume sia ancora recuperabile alle specifiche originarie) si può sottoporre a misura e, comunque, a procedura di reforming.

fedelectric ha scritto: 15 apr 2024, 12:50 Dopo tutto ciò ho provato a tirare al massimo l'uscita del dsp ma con i filtri inseriti per raggiungere il clipping del finale e da li in poi se è bruciato l'alimentatore.. quindi non so se si è bruciato prima il finale e ha fatto saltare l'alimentatore oppure la prova a dare una tensione alta in ingresso all' rca del finale lo abbia mandato in crisi
Poveri Marantz... se gli "spari dentro" 8V dal dsp Mosconi non penso siamo molto contenti.... riguardo questo aspetto comunque penso sia ora chiaro dove e come agire (al netto poi di successive modifiche da apportare agli amplificatori).
Ovvio che (ma confido che sia ora stato chiarito) le misure relative alla regolazione della sensibilità (che comunque nel caso di questi Marantz di per se non sono utili o necessarie essendo ben chiaro che la sensibilità minima è di gran lunga inferiore a livello nominale di uscita del dsp e quindi ovviamente la si può regolare solo e solamente al minimo) non avrebbe comunque senso prendere come riferimento (per la regolazione della sensibilità) un livello nella banda di attenuazione del filtro crossover (come comunque, appunto, va disattivato per le misure) il che porterebbe inevitabilmente ad un livello più alto (e quindi distorsione/clipping) in banda non filtrata.
Spero di aver contribuito a fare un po di chiarezza.
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Re: Interfacciamento sorgente digitale/dsp

#20

Messaggio da fedelectric »

Direi di si.. aggiungo che evidentemente era anche arrivata la loro ora per un aggiornamento. Prossimo impianto ci sarà solo roba recente
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